Matteo Andreis racconta il suo primo Ironman

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Photo: Courtesy Matteo Andreis

Andreis Matteo, atleta melsineo, ha ottenuto un bellissimo risultato all'Ironman in Sudafrica, il 10 aprile 2011. Prima partecipazione ad un Ironman ha concluso 98° in classifica generale su 1745 partecipanti e 14° in classifica di categoria. Tempo totale: 10h:32; con 1h:03 in acqua (3,8 km), 5h:23 in bici (180 km senza scia) e 3h:59 nella maratona (42,2 km).

Matteo ha un nuovo obbiettivo, Australia, 4 dicembre 2011, Ironman Western Australia, a Busselton e un nuovo sogno, qualificarsi per l'Ironman alle Hawaii, l'unico campionato del mondo. Ecco come ci racconta il suo Ironman, durante il viaggio di ritorno dal Sudafrica:

3:40 am suona la sveglia, mi alzo in fretta cercando di far meno rumore possibile per non svegliare Giorgia e Ludovico... L'hotel prepara a noi triathleti la colazione alle 4, c'è chi non riesce a mangiare quasi niente, chi come me mangia anche per gli altri... siamo tutti in silenzio, tutti con i loro pensieri, con le loro prospettive per la giornata. Finisco la colazione e salgo in camera per prendere la borsa e le borracce tenute nel frigo, un rapido e simbolico bacio da lontano ai miei amori, chiudo la porta e in quel momento sento un brivido... bon si parte! Esco in strada e ancora nell'oscurità, solo, mi incammino verso la zona cambio, saranno circa quindici minuti a piedi su un bellissimo lungomare.

Respiro profondamente e cerco di concentrarmi, come mi ha insegnato coach Vick, ma lentamente si fanno visibili le boe del nuoto e i pensieri vanno alla prima frazione di gara e alla famosa 'tonnara'… Arrivo in zona cambio, gonfio i tubolari, metto la borraccia sulla bici, l'acqua nella borraccia aero da rabboccare ai ristori, prendo dalla "bike bag" le scarpe che attacco sui pedali, chissà perchè non si poteva fare sabato al check in bike, comunque ci metto poco e vado a prepararmi: costume, top e muta. Due battute con Nicola, un amico triathleta conosciuto qua, e mi butto in mare per due bracciate di riscaldamento... tornando verso riva mi rendo conto dell'atmosfera incredibile, milleottocento atleti sulla spiaggia pronti a dar battaglia e ancor più spettatori assiepati ovunque si possa vedere...

Alle sette in punto, bum! Il colpo di cannone da il via alle danze. Parto bene, però ricevo subito due bei colpi in faccia, per fortuna gli occhialini rimangono al loro posto anche se leggermente spostati... nuoto calmo con belle bracciate lunghe, cerco di entrare in qualche scia ma la "tonnara" è ancora prorompente… alla seconda boa, circa sui mille metri ritento di entrare in scia ma ricevo un altro colpo al labbro... no, meglio che vada per conto mio! Esco sulla spiaggia per iniziare il secondo giro (dicono che si chiami "all'australiana") sui 31 minuti, mi rituffo e via per i restanti 1900 metri. Ora è un pelo più calmo ma la stanchezza inizia a farsi sentire, esco dall'acqua in 1h e 3 minuti, super contento!

Tolgo la muta e in un attimo sono in bici… sono veramente felice, il nuoto è passato bene e dopo due minuti vedo la mia fidanzata e il mio bambino sotto l'albergo a incitarmi come matti… L'Ironman è così: un misto di fatica, sofferenza, gioia... l'Ironman è un viaggio esoterico... Ho ancora più carica ma mi dico di "star calmo" e andar via agile per i primi km come mi ha detto Vick. Il primo giro scorre via tranquillo, bevo e mangio regolare, il secondo inizia ancora con il tifo dei miei due fans, che mi danno quella carica in più per affrontare mount pleasant, un 12km leggermente in salita e con vento contro che iniziano a "farsi sentire". Finalmente arrivo al giro di boa e dopo circa 5,6 km inizia il più bel tratto del percorso tutto in riva al mare.

Il terzo giro inizia a pesare, sono stanco ma sto andando bene, mancano 60 km. Passo di nuovo mt pleasant, poi mi butto verso il giro di boa, inizio a sentire male ai reni è l'ora per far pipì. Inizio ad avvertire dolore ad entrambi gli alluci, non mi era mai successo e le scarpe mi sono comode. Forse la stanchezza ti rende più sensibile e ogni problemino, che magari durante gli allenamenti veniva poco percepito, ora si moltiplica esponenzialmente. Al 159 km, me lo ricordo bene, mi dico che fra poco, come se non bastasse quanto fatto fin'ora c'è da correre una maratona!!! Per un po' provo sconforto, inizio a rendermi davvero conto di quanto sia dura una gara del genere, poi pian piano il dolore ai pollicioni aumenta e sono anzi contento di dover correre così, mi dico, cambio gesto e non provo più dolore... L'Ironman è così.

Arrivo finalmente in t2 dopo 5h e 23 minuti, sento lo speaker che pronuncia il mio nome e dice qualcosa ma non capisco, rapidissimo cambio e via. Corro bene, sono sui 4:40 al km, la gente ti fa un tifo tremendo, poi il fatto che all'Ironman hai anche il nome scritto sul pettorale è un qualcosa in più che ti aiuta molto. Passo sotto l'albergo e provo una gioia indescrivibile quando vedo i miei due fans li ad incoraggiarmi... Giorgia mi urla tutto il suo amore, mentre Ludovico dal passeggino mi dice un "vai papà!"… emozionante!!!

Sono al giro di boa, a questo ristoro ti danno anche dei braccialetti di diverso colore per far capire il giro che si sta affrontando, corro con un buon ritmo anche se la fatica è indescrivibile per chi non ha fatto mai una gara del genere, ma quello che avverto di più è uno strano malessere allo stomaco. Passo davanti alla zona cambio, bellissimo vedere così tanta gente che ti incita, prima gridavano "Come on Matteo", ora sento che quasi tutti mi chiamano "speedo man" forse perchè indosso solo costume e top, non capisco. Ad un ristoro prima della zona dell'università, mi bagno con le spugne per il gran caldo ma questo è forse il colpo "mortale" al mio stomaco, forse un po' d'aria che c'è in questo punto del tracciato, il top bagnato sulla pancia, fatto sta che devo fermarmi per scaricare… questo non ci voleva!! Già si combatte con se stessi ogni metro per non mollare, per non fermarsi, una sosta forzata così ti taglia veramente le gambe!

Riparto, voglio recuperare un po' ma è tremendamente dura, incontro un gruppetto di surfisti che "sventolano" le loro birre e penso a quando venti chili fa sarei stato li con loro... mi incitano anche loro alla grande, mi vien da pensare se son stati loro a chiamarmi "speedo man"… mah... Inizio il secondo giro, il più duro mentalmente, ripercorri gli stessi metri ma sai che non sono per l'ultima volta... penso all'amico Alessio, fortissimo Ironman, e alle sue parole: il guerriero sente il dolore ma non molla mai! Non voglio mollare, non voglio camminare e vado avanti, passo il cartello dei 21 km e mi vien spontaneo pensare che un half iron sarebbe già finito... ma seppur le discipline son quelle, questo è un altro sport.

Arrivo al terzo giro, è ancora lunga ma la strada è in discesa, al solito punto non ci sono più i miei amori, è quello che speravo, saranno al traguardo. A ogni punto di riferimento mi dico questa è l'ultima volta che ti vedo, non penso più a quanto devo fare, ma ad arrivare correndo al successivo ristoro, li posso camminare un attimo per bere. Purtroppo però comincia come era iniziata, devo fermarmi un'altra volta, ho delle fitte forti allo stomaco. Mi fermo, sono arrabbiato perchè ho perso tempo e soprattutto perchè riprendere a correre non è semplice... Mi passa per la testa la telefonata del giorno prima con l'amico di sempre, "Moschino": "mi raccomando non mollare!!". Mi tornano un po' di forze... Dai, dai mi faccio anche il tifo da solo!!

Finalmente il cartello 39 km, meno 3 km penso subito alla distanza che c'è fra Malcesine e casa mia, l'avrò fatta mille volte in allenamento non so come ma riesco anche ad accelerare un po', salto l'ultimo ristoro, voglio arrivare "a casa". Poi l'emozione inizia quando vedi gli altri andare avanti e tu vieni indirizzato verso la "final chute"! Striscioni e bandiere che ti portano nell'arena della "finish line"… davanti a me il traguardo e lo speaker che dice: "Come on Matteo, the speedo man - ecco perchè mi chiamavano così - that's the way he race all the day!!!" un silenzio frastornante e aggiunge: "YOU ARE AN IRONMAN!"… PELLE D'OCA!!!

Varco la finish line, uno dei tantissimi volontari mi mette la medaglia al collo, mi chiede se voglio mangiare, bere, se ho bisogno di assistenza medica e massaggi, io dico che voglio solo la mia famiglia, la vedo, urlo, ci corriamo incontro, è emozionante, indimenticabile... ci abbraccciamo, ci baciamo... Il volontario che si occupa di me mi porta la maglietta "finisher" e poi ci accompagna alla tenda massaggi, ho le gambe come tronchi, ma son troppo felice per sentir male, faccio il massaggio e la tipa mi chiede: "Are you feeling well?", per gentilezza le rispondo di sì ma in realtà sono un po' lontano dal sentirmi bene. Quasi il tramonto, sono di nuovo sul lungomare, Giorgia porta Ludovico sul passeggino, più il mio borsone contenente le swim-bike-run bag, io la bicicletta. Ben altri pensieri sulla via del ritorno, e soprattutto non sono più solo...

"Incipit vita nova" mi prometto di essere più moroso, più papà e un pò meno triathleta. Grazie di cuore Giorgia per tutta la pazienza portata. Un abbraccio a tutta la mia famiglia, agli zii Giovanna e Manuel, gli ho emozionati e ne vado fiero. Grazie a tutti gli amici che mi hanno incoraggiato prima e complimentato poi. Un grazie speciale a coach Vittorio senza il quale non sarei arrivato così in alto e soprattutto per la formidabile preparazione. Oggi dopo un paio di giorni sto già benissimo!

Com'è che uno decide di voler fare l'Ironman?

Il tutto è cominciato 4-5 anni fa quando, dopo anni di balordaggine, rincomincio a fare sport... un po' di pugilato, escursioni e corsa in montagna. Fin quando nell'autunno del 2009 mi si rompono i legamenti del ginocchio, di nuovo! Il medico mi dice di fare comunque attività sportiva per fare massa muscolare prima dell'operazione, ma solo nuoto e bici. A febbrario, dopo l'operazione e dopo la riabilitazione comincio anche a correre.

Durante una delle tante uscite conosco Guido "Pacana" Gaioni, un triatleta ed e grazie a lui che comincio ad allenarmi per il triathlon olimpico di Caldaro (1500 mt a nuoto, 40 km in bici e 10 km di corsa) e per quello di Bardolino, sul Lago di Garda. Mi impegno molto, punto al top. Sono fatto così… E poi diventa come una droga! Ricordo di un viaggio a Lanzarote, con Giorgia, la mia compagna... è li che a breve ci sarebbe stato uno dei 22 Ironman ufficiali, vedo molti cartelli pubblicitari e ho pensato... questi sì che sono veri atleti. E questo pensiero mi è girato nella testa, per un po', fin quando non ho deciso... 10 Aprile, Ironman in Sud Africa!!!

Ho la fortuna di vivere in un posto fantastico, è Malcesine, sul Lago di Garda... è qua che mi sono allenato per tutto il tempo. Ho il lago, con le onde e le correnti, molto meglio della piscina. Ho montagne, colline e svariati km di pianura, posso correre ed andare in bici variando l'allenamento. Caspita, vivo in un posto meraviglioso. Malcesine è un paradiso, allenarsi qua è un vero piacere. Cos'altro dire... io le cose non le faccio mai a metà! Quando decido punto in alto. Cerco di far combaciare il lavoro e la famiglia con l'allenamento e non smetterò mai di ringraziare Giorgia per tutto il supporto che mi ha dato... è fondamentale per affrontare un'impresa cosi!

E così, un mese prima dell'Ironman, parto per il Sudafrica con lei e nostro figlio Ludovico... e il resto ormai lo conosciamo. Tornato a casa sono rimasto a riposo per un pò... Ora rincomincio, mi preparo per la tappa in Australia!

Stesso allenatore e nuove tabelle, magari arriva pure uno sponsor... Se mi qualifico fra i primi della categoria magari finisco alle Hawaii! Un altro sogno, una nuova avventura!

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