Kona ti aspetta, Matteo!

Intervista Gara

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Courtesy Matteo Andreis

Circa un anno fa ho scritto queste parole:

Chi come noi lo conosce e lo segue sa che Matteo è molto caparbio, quando decide di voler fare qualcosa non si ferma finchè non ci riesce. Il suo sogno è quello di partecipare al Campionato del Mondo Ironman, alle Hawaii e, noi del 360gardalife, siamo certi che presto si qualificherà!

Ecco! Ce l'ha fatta!
Il 6 Aprile 2014, in Sud Africa, al suo quinto Ironman!
Primo italiano, sesto di categoria e 40° assoluto!
Swim 00:57:47
Bike 05:34:16
Run 03:29:23
Totale 10:07:22

È appena tornato, oggi sono qua con Matteo e chiacchieriamo sulla sua passione e cerco di capire un po' di più su questa faticosissima disciplina.

Intanto, come consueto, gli chiedo di raccontarmi come è andata la gara.

"Aloha, il sogno è diventato realtà!
Giovedi pomeriggio arrivo a Port Elizabeth in Sud Africa per affrontare il mio 5° Ironman con velleità di far bene, anzi molto bene e cercare quella slot che sto inseguendo da un paio d’anni… Monto la bici e faccio subito un giro di prova e un pelo di tristezza mi avvolge perchè percorro le stesse strade del mio primo Ironman, nel 2011, solo che questa volta non ho Giorgia e mio figlio Ludovico con me, comunque rimango concentrato per la gara da affrontare.

Domenica mattina alle 6:30 partono i professionisti e noi dieci minuti più tardi. Casualità che nelle varie gare che ho fatto ho sempre evitato botte nella “tonnara” mentre qui, esattamente come 3 anni fa, prendo due manate in faccia, però non mi fanno male, anzi, forse mi fan bene e mi svegliano da quella troppa calma che avevo in partenza ed anche se perdo un pò di posizioni tengo un passo tranquillo ma sempre mantenendo sott’occhio il gruppetto di testa. Non forzo più di tanto perchè vedo che siamo sempre a quella distanza, così sto tranquillo fino a circa metà giro e poi decido di iniziare a menare un pò e mi porto nel "front pack” formato da circa una ventina di atleti... dopo circa 2500m accade uno dei momenti che più ricorderò di questa gara, e non solo, il gruppetto di testa si divide ed io prendo la testa di uno dei due e mi ritrovo a nuotare senza vedere nessuno davanti a me!!! Fantastico!!! Poi all’ultima boa dove si gira di 90 gradi ci ricompattiamo e arriviamo tutti insieme in t1.
Sono 46° assoluto, ma siccome 40 Pro son partiti 10 minuti prima fa un certo effetto trovarsi li e sapere di essere messo così bene…

Parto in bici e subito succede una cosa che mi può compromettere seriamente tutta la gara: il Garmin segna 49 battiti!!! Una decina in più di quando mi sveglio! O si è rotto o sono morto e sto sognando una prestazione del genere!!! Mi preoccupo parecchio perchè fino alla sera prima il mio grande coach Marco Stradi, ha insistito tanto sul rispettare i parametri stabiliti perchè sa che se vedo qualcuno, specie della mia categoria passarmi avanti, impazzisco ed esagero cercando di non farlo andare via.
Purtroppo neanche ore dopo quando la fascia si è asciugata e anche ribagnata col sudore il cardio frequenzimetro segna sempre 49 battiti e quindi devo fare tutto a sensazione… però ho la fortuna di essere uscito bene dall’acqua e questo mi da la possibilità di vedere chi mi passa e, contandone solo due della mia categoria, sono contento.
Negli ultimi 30km aumento un pò il ritmo, anche se la velocità resta quella per il fortissimo vento contro che c’è ora sulla costa, però sono sempre più contento perchè vuol dire che sono rimasto costante e ce ne ho ancora, anche se a volte mi sembra impossibile di essere così avanti con un tempo abbastanza alto.

Arrivo in t2, 7° di categoria e 49° assoluto, e con quel pò di esperienza che mi son fatto in questi anni so che la gara si può vincere o perdere qui in maratona. In zona cambio succede subito uno sketch simpatico; dopo essermi messo le scarpe uno dei volontari mi raccoglie gli occhiali da terra che erano caduti svuotando il sacchetto e mi chiede quali mettere tra quelli da bici e quelli che dovevo usare per correre… gli indicando i Ray-Ban a goccia! Tutti i ragazzi si guardano sorridendo e facilmente chiedendosi se mai fossi un pazzo a fare la maratona con questi occhiali… come tante volte mi dicono i miei compagni di squadra della A3 Triathlon.

Comunque parto per la corsa con il sorriso e nonostante il cardio fosse fuori uso so il passo da tenere. Forse parto leggermente forte, è il mio punto debole, ma poi mi stabilisco sui 4:40 al km e non penso più a niente. Ho qualche momento di crisi, ma lo risolvo pensando a casa, ai miei cari che sono incollati al computer per farmi il tifo, poi quando passo davanti all’hotel dove eravamo alloggiati tre anni fa, mi immagino li di fuori Giorgia e Ludovico che mi facevano il tifo e mi viene una marcia in più! Il terzo giro inizio a soffrire parecchio ma non devo mollare, so che la qualifica è vicina perchè ho passato un paio di concorrenti ma non sono sicuro se un altro mi ha passato… ormai tra tutti gli atleti che si riversano sul percorso non capisco più niente nonostante abbiamo i braccialetti colorati che indicano il giro… ora l’importante è non camminare e come mi ha detto la sera prima l’amico e compagno di squadra Fabian: ci vuol cuore!!!

Non rallento nemmeno ai ristori, sono a pochissimi km dalla finish line, soffro e guardo sempre avanti a testa alta, non voglio far credere a chi mi stà dietro, che potrebbe essere della mia categoria, che ormai sono alla frutta e dargli così modo di prendere una carica in più… Arrivo in 10h e 7 minuti, tempo un pò alto, ma che vale il 6° posto di categoria e il 40° assoluto!!!!!!!!!!!!!

Sono super contento e telefono subito a casa per sapere la posizione, mi dicono che ho messo dietro alcuni professionisti tra cui il nostro De Paolis, è una gioia incredibile ma sento che manca qualcosa… Si diceva che per la categoria M 35-39 c’erano 6 slot non ne ho la certezza…

Lunedi mattina allo “slot allocation” sono più agitato della mattina prima in spiaggia. Mettono fuori i risultati ufficiali ma inspiegabilmente non le slot per categoria. L’agitazione continua, poi come ad allungare l’agonia decidono di fare prima le donne. Dopo una mezz’ora arriva il nostro turno e alla mia categoria FINALMENTE dicono che ci sono 6 slot!!! Il baffo alla mark spitz ha portato fortuna, ahahah!!! Faccio i salti di gioia, non devo neanche sperare nel roll down, che tra l’altro non ci sarà, e quando lo speaker dice:
"from “bella Italia” Andreis Matteo", sono già in piedi che urlo. Poi vado sul palco e mettendomi la corona di fiori Hawaiiani, Messick, Ceo della WTC, presente per festeggiare i 10 anni dell’Ironman in Sud Africa mi dice: I wait you in Kona!!! Certo che ci sarò!!! Aloha! "

 Matteo, ma nel quotidiano cosa comporta? Quanto lavoro c'è dietro per portarsi a casa il tuo risultato?

La preparazione si divide principalmente in due fasi, una di carico e una di definizione dove anche l'alimentazione gioca un ruolo essenziale. Il cibo cambia in base al tipo di allenamento.
Sono esclusi dolci, patatine, alcolici… le schifezze, tutte! Il cibo deve essere assolutamente sano ed è importantissimo che lo sia.

 Fammi capire meglio. Una giornata tipo delle due fasi?

Quando sono in fase di carico inizio la giornata con una colazione molto sostanziosa che comprenda carboidrati e proteine.
L'unico sgarro che mi permetto è il peanuts butter, ne faccio fuori un barattolo al giorno!
Subito dopo vado a nuotare per circa un'ora e un quarto, mangio carboidrati a pranzo e il pomeriggio vado a correre per circa un'ora e mezza. La sera mangio proteine e qualche carboidrato.
Frutta e verdura senza limiti, durante tutta la giornata.
Il giorno dopo la dieta rimane invariata solo che vado in bici per circa 3 ore. Un giorno alla settimana faccio dei lunghi, cioè vado in bici per 5,3 ore e cambio l'alimentazione, provo la colazione della gara.

 Niente giorno di riposo?

Uno alla settimana, che non è poi propriamente di riposo. Vado a correre per un'ora e un quarto a digiuno.

 A digiuno?

Si, serve per abituare il corpo a bruciare i grassi in gara.

 E la fase di definizione, invece?

Questa fase inizia un mese e mezzo prima della gara dove devo raggiungere il peso forma. È dura, molto dura. Mi allenerei il doppio pur di non fare questa dieta. Alterno l'alimentazione della fase di carico con giornate in cui ho allenamenti a digiuno, a volte salto il pranzo e mi faccio una centrifuga fino a sera e a cena mi aspetta una insalatona ricca di proteine. Ovviamente tutto sempre controllato e per un periodo limitato. Preparandosi per una gara del genere nulla è fatto a caso. Tutto è estremamente controllato.

Seguo un blog americano di triathlon. Dicono che se amici e famiglia ti chiedono se sei ammalato vuol dire che sei sulla buona strada, quando la gente inizia a sparlare che hai qualche malattia allora stai raggiungendo il peso gara, quando vengono a dirti di smettere vuol dire che sei al peso gara. La mia compagna me lo ha detto!

 Quindi sei seguito da qualcuno?

Certamente, il mio coach è Marco Stradi.

 Mangi così anche i giorni prima della gara?

No, c'è la race week. I primi 4 giorni sono una tortura, zero carboidrati. Posso mangiare solo alimenti con un basso indice glicemico. 3 giorni prima della gara invece mangio normalmente, devo far scorta di carboidrati.

 E in gara, mangi?

La colazione, che ho provato in allenamento, consiste in 80/100 grammi di riso col tacchino, 10 gallette di riso con la marmellata, la voglio di albicocche, e peantus butter, mezza stecca di cioccolata e una coca cola. Niente caffè, ho paura di star male di stomaco. Durante la gara invece mangio delle barrette energetiche, circa una decina, mentre vado in bici. Non so, saranno 5000 calorie di roba. Durante la corsa invece mangio i gel e bevo coca cola. Il miglior integratore di zuccheri. I liquidi li prendo ai ristori.

 Un regime rigidissimo, niente sgarri, niente giorni di risposo. Ma chi te lo fa fare?

Io. Provo ad andare oltre i miei limiti. Devo sfogare l'energia che ho. Una volta facevo casino in giro e adesso mi sfogo così con questo sport fantastico che è tutto tranne che noioso. Dopo la gara comunque ci ho dato dentro… birre, weizen, guiness e ho mangiato di tutto, ho mangiato tutto quello di cui avevo voglia, senza pensieri.

 E a casa, cosa dicono, ti appoggiano?

Si, tutti. Ognuno a modo loro ma mi appoggiano tutti e mi aiutano come possono, gliene sono molto grato.
Partendo da mia nonna che si preoccupa per la mia salute, teme che io stia facendo troppo e si preoccupa per me. I miei genitori cercano di lasciarmi tutto lo spazio di cui ho bisogno per allenarmi e lo fanno anche se so che avrebbero bisogno di me, me ne accorgo.
Mia sorella che ha la fissa degli squali e finché non esco dall'acqua non sta serena. Lei fa degli extra al posto mio nonostante i suoi altri mille impegni. Oltre al lavoro qua in albergo ha il suo Happening Lab, è una designer ed è spesso in giro a fare work shop e mostre. Ma non deve temere, mi sono tattuato mezzo squalo… non mi farebbero niente!
Sono scaramantico.
Lo sono talmente che per questo Ironman mi sono presentato con i baffi, che ho tolto appena finita la gara. Erano i baffi di Mark Spitz, il nuotatore americano olimpionico. Nel nuoto sono forte…
E Giorgia, la mia compagna, ha avuto una pazienza incredibile. Ci sono momenti in cui ho davvero poco tempo per lei e per mio figlio Ludovico e mi dispiace da morire ma loro sono dei fenomeni perché non me lo hanno mai fatto pesare.

 E adesso che qua al Lago di Garda comincia la stagione? Come fai a preparati per le Hawaii e a lavorare?

Ho molto meno tempo e mi spiace moltissimo perché potrei fare bene. **Cavolo, è il campionato del mondo!!! E io sarò là fra i migliori del mondo! L'Ironman delle Hawaii, a Kona, è ufficialmente riconosciuto come la gara più dura del mondo.
Ma è giusto che io lavori. La mia Kona è stato riuscire a qualificarmi. La mia Kona è stato questo Ironman in Sud Africa.
Mi allenerò lo stesso, ovviamente. Farò il Triathlon di Bardolino e il mezzo Ironman di Zell am See come allenamento.
Ma non riuscirò ad allenarmi come ho fatto quest'inverno. Farò il meglio che posso.

Bravo Matteo! Abbiamo un campione a Malcesine!

No, a Campagnola. Sono un po' deluso per delle sponsorizzazioni mancate che non ho cercato. Mi sono sempre state proposte e sono finite nel silenzio. Mi son sentito preso in giro. Quello che mi fa male è che io sono fiero del mio paese, per me sarebbe stato un motivo d'orgoglio avere il simbolo del mio castello sulla mia divisa. Forse la gente non si rende conto dell'impegno e delle spese… Tra allenatori, materiali e cibo spendo sui 10.000 euro. Ma non importa, io vado avanti lo stesso! E gli sponsor sono ben accetti.

Matteo, il tuo primo sponsor è seduto di fronte a te e ti sta facendo un sacco di domande, si chiama 360gardalife... e credimi che a breve ne arriveranno altri!

Grazie Matteo, ci hai emozionati!

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