Matteo Andreis. KONA FINISHER.

Intervista Gara

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Courtesy Matteo Andreis

Matteo Andreis. KONA FINISHER. 11 Ottobre 2014 Ironman world championship - Kona - Hawaii

Ben tornato e congratulazioni per la gara! Ci hai emozionati!

Che differenza c’è tra l’Ironman di Kona e tutti gli altri?

È tutto diverso. Per il significato che ha.
Anche il livello di organizzazione e il livello tecnico del percorso sono molto diversi. È il campionato del mondo e la gara è la conclusione di un percorso che inizia molto prima. Il percorso per arrivare a Kona è lungo e l’emozione è unica. L’organizzazione è impeccabile, infatti è l’unica gara organizzata dalla WTC. Vieni trattato benissimo per tutta la settimana. Durante gli allenamenti sei sempre controllato, c’è addirittura che ti controlla la roba che lasci in spiaggia mentre nuoti. Sul percorso della maratona ci sono già i ristori e tutto il paese si trasforma e diventa una zona expo piena di stand. Tutti i negozi e le attività commerciali lavorano assieme ai grandi marchi che sono li per la gara. Il percorso, invece! Certo sono sempre le solite distanze ma la muta nell’acqua è proibita. I livelli sono altissimi e la famosissima tonnara che nelle altre gara dura qualche centinaio di metri, a Kona dura tutto il tempo. Mi son preso manate e calci per tutto il percorso. La bici… il percorso è abbastanza veloce ma il vento ti uccide. Il nostro Peler a confronto è una leggera brezza. La maratona è tutta collinare e ti distrugge. E per finire c’è un caldo micidiale. Il tifo! Anche il tifo fa la differenza, dico davvero! Sembrava roba da stadio! Quando sono sceso dalla bici e ho iniziato la corsa c’era un tifo pazzesco… Tanto che per il primo km della corsa ho messo una marcia in più.

È davvero tra le gare più dure del mondo?

Si! È la gara più dura che ho fatto.

Che effetto fa sapere di essere tra i migliori?

È bello! Sono stato ripagato del tanto e duro lavoro che ho fatto in questi anni.

Cosa pensi per 10 ore?

A tutto e a niente. A momenti sono concentrato sulla gara e penso a mangiare e a bere regolare. Altri momenti penso a quanto ci vuole ancora per finire. Ci sono momenti dove spengo il cervello, vado e non penso a niente. In certi momenti mentre facevo più fatica cercavo di rilassarmi pensando che ero a Kona in un posto stupendo e che andava bene così.

Sei felice dei tuoi tempi?

Si e anche no.
Contento perché sono andato bene, la gara è davvero dura.
Il rammarico è che avrei potuto fare meglio.
Senza la stagione lavorativa e l’infortunio sarei stato sotto le 10 ore.
Avrei voluto fare un personal best alle Hawaii.
Ottobre è il periodo peggiore in assoluto perché esco dalla stagione. Per un atleta il miglior recupero è il sonno. Io invece la mattina lavoravo alle colazioni e la sera chiudevo il bar e sono arrivato stanco.
Ma la stagione estiva e il lavoro sono una realtà ed è andata così. A metà agosto mi sono dovuto fermare per un mese. In gara ho pagato i pochi km in bici. Quando sono sceso dalla bici ho sentito le gambe stanche, sapevo che non ero al top, non ero preparato come in sud africa. Ho fatto del mio meglio.

Sono molto felice! E fiero! Fiero del supporto della gente da casa. Fiero degli sponsor che hanno creduto in me. Il calore della gente ti da una marcia in più. Il tifo ti da la carica per continuare, durante la maratona mi ha aiutato sapere che da casa mi stavano guardando. E poi sai che c’è chi ti segue dal vivo. C’erano Giorgia e Ludovico, i miei genitori e Marco Stradi. Marco è arrivato Venerdi ed è ripartito la Domenica sera.

Giorgia, la gara dal di fuori? Come hai visto l’avventura Hawaii?

È un’emozione fortissima. C’era moltissima gente e si sentiva nell’aria una grande energia tutta rivolta verso gli atleti. A Kona i giri sono unici e quindi lo seguivamo a piccoli pezzi. Non è come le altre gare dove la bici ha tre giri da 60 o la corsa che ne ha 4 da circa 10. Siamo riusciti a vederlo poco e c’era caldissimo. A tratti mi sono preoccupata. Il nonno Toni era agitatissimo… È stato favoloso esserci!

E adesso?

Un po’ di pausa. La settimana prossima rincomincio a nuotare e da Novembre gradualmente inizio a preparami per l’Ironman in Texas, il 16 maggio. Magari in Texas viene qualche amico, o qualche sponsor. Sarebbe davvero bello!

Ecco i tempi di Matteo!
Swim 01:03:24
Bike 05:25:17
Run 03:54:15
Total 10:28:58

Overall 689
Division 142
Country 10

A differenza degli altri anni non pubblichiamo il racconto della gara.
Ora Matteo ha un sito e potete leggerlo direttamente lì, assieme a tutti i suoi racconti durante gli allenamenti e nei giorni precedenti la gara. Buona lettura a tutti!
www.matteoandreis.com

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