Quattro chiacchiere con Amelia Bisicchia!

Intervista

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Courtesy Amelia Bisicchia

Inizia a sciare a 2 anni e non ha più smesso! A 7 anni arrivano i primi successi a livello nazionale vincendo il Gran Premio Giovanissimi a Moena e conquistando il secondo posto all'Abetone al Pinocchio sugli sci.
Continua a sciare e la troviamo più volte sul podio.
Poi il primo infortunio alla schiena che la tiene ferma per un anno ma ritorna a sciare nella categoria giovani con il Comitato Veneto e Jonny Feltrin. Prosegue con le gare Fis internazionali, Fis Giovani e Fis Junior regionali, ottenendo buoni risultati.
Nuovi infortuni la bloccano di nuovo e sfuma la squadra nazionale.
Fine dei giochi?
No, nel 2010 diventa maestra di sci e 4 anni dopo, per la precisione l’8 Novembre 2014, diventa Istruttrice Nazionale!

Amelia, intanto complimenti davvero! Nata e cresciuta a Malcesine. Che cosa significa o ha significato per te il Monte Baldo e tutte le realtà collegate al tuo paese?

Malcesine è il mio luogo di ricarica dove trovo rifugio dopo le mie uscite sugli sci. Tornare a casa e vedere il Lago è sempre bellissimo e mi rigenera. Il Monte Baldo è il posto dove tutto è iniziato… è come il primo amore. Impossibile da dimenticare! Le piste non sono come quelle di Corvara o Cortina, ma il Baldo ti da la possibilità di vivere la montagna a 360°… con vista lago! Dal lago alla montagna in meno di 10 minuti, cosa chiedere di più?

Che differenza c’è fra l’istruttore e il maestro di sci?

Diventare istruttore nazionale è il miglior riconoscimento che si può avere nel mondo dello sci.
Un istruttore è il rappresentante nazionale della tecnica e della metodologia, ha la responsabilità di selezionare e formare i futuri maestri di sci e di aggiornarli poi.
Un istruttore nazionale rappresenta l’Interski (olimpiade dei maestri di sci per la tecnica e didattica) nel suo stato.
È colui che deve appassionare gli allievi maestri alla professione.
Il maestro, invece, insegna a chi vuole avvicinarsi al mondo della neve e della montagna.

Facci capire meglio. Come ti sei preparata e cosa comporta nel quotidiano?

Mi sono preparata con Gianluca Grigoletto, istruttore nazionale ed ex nazionale. Ha lavorato e creduto in me fin dal primo momento. A volte è stato difficile il confronto con lui, ma è riuscito a tirar fuori il meglio di me. Sono arrivata al giorno X con la piena consapevolezza delle mie possibilità e delle mie capacità.
Spesso mi diceva di non accontentarmi del 6 perché valgo 7 ed era lì che sarei dovuta arrivare.
Da Gennaio ad Aprile ci si trovava la mattina a Folgaria, si lavorava sui fondamentali e sulle carenze, si facevano riprese video e ci si analizzava. Poi c'erano i giorni in cui ci si allenava in gigante tra i pali.
A fine aprile mi sono trasferita a Livigno, dove ho continuato ad allenarmi con i miei rivali in slalom gigante e nel cortoraggio… il mio tallone d'Achille. Qui ho trovato Marco e Iwan. Marco mi ha aiutata molto, mi ha consigliato ed interrogata, standomi vicino anche a livello psicologico. Iwan, istruttore, mi ha seguita nei moduli propedeutici, affinando ulteriormente la tecnica e aiutandomi a gestire la tensione che si faceva sentire sempre di più.
Oltre allo sci, ho corso molto che oltre all’allenamento fisico era un ottimo rimedio per staccare la spina ed eliminare lo stress e le tossine negative accumulate.
Anche Manuel, il mio compagno, mi ha aiutata molto e ha vissuto con me momenti molto intensi. Con una parola riusciva a risollevarmi.

Con chi ti sei dovuta confrontare?

È stata una battaglia! Diventare istruttore nazionale è l'obiettivo più ambito, tutti vogliono entrare in questo mondo, ma pochi ci riescono.
All’inizio eravamo in 150. Il primo sbarramento, un gigante a cronometro, ha dimezzato i partecipanti.
Subito dopo abbiamo avuto due giorni di preparazione con gli istruttori per superare la selezione ed accedere al Corso Master Istruttori. Nomi importanti come Blardone, Simoncelli e Karbon, medagliati mondiali e olimpici sono stati i miei rivali prima e compagni di corso poi! Alla fine siamo rimasti in 19, 8 donne e 11 uomini.

Come è strutturato l’esame finale?

L'esame finale consiste in un'interrogazione orale sul testo italiano. Ci si prepara studiando la tecnica riferita ai livelli bronzo, argento ed oro, la fisica, la metodologia, il bambino, l’atletismo generale, la comunicazione e il mondo disabili.
Poi ovviamente c’è l’esame tecnico-pratico sugli sci, dove si eseguono 6 prove che vengono decise dalla commissione il giorno prima dell’esame. Le mie prove erano virata, cristiania base, cristiania arco medio, cortoraggio, serpentina e parallelo.
Solo Simoncelli, onore al merito, è stato più bravo di me… non mi aspettavo un voto così alto, so di aver sciato molto bene ma non pensavo così bene!!!

Wow! Quindi adesso è fatta! Al via la bella vita?

Magari la bella vita!!!
Si pensa spesso all'istruttore come al figo che guadagna ma la realtà di questo lavoro è molto diversa.
Ogni 3 anni c’è una riconferma tecnica che mi obbliga ad essere sempre preparata ed aggiornata.
Ogni anno c’è un aggiornamento dove ci si confronta sia sul piano tecnico che teorico-didattico.
Inoltre ci sono riunioni, breefing tra di noi e con il responsabile dei corsi per decidere il lavoro da svolgere, si discute su come affrontarlo affinché sia il più chiaro possibile agli allievi-maestri. Ci vuole precisione e puntualità, e bisogna essere sempre "sul pezzo”.

Cosa farai quest’inverno?

Quest'inverno tornerò in Folgaria a seguire gli allievi-ragazzi del Tezenis Ski Team e a collaborare con la Scuola Sci Folgaria, dove mi son sentita accolta come in una famiglia.
Poi a fine stagione seguirò qualche corso di formazione e tornerò in Val d’Isere dove ho collaborato per dei periodi con una scuola di sci inglese, la Progression Ski Schola.

Hai degli sponsor?

Si! I miei sponsor sono la mia famiglia, con mamma e papà che mi sono sempre vicini anche se da lontano visto che non sanno sciare! Pensa che mia mamma non mi ha mai guardata sciare!!!
Ringrazio sempre Atomic che mi fornisce sci e scarponi, Bullski che mi protegge con i suoi caschi e le maschere, Vitalini che mi tiene caldo con le divise, Level che mi avvolge le mani con i guanti e Komperdell per i bastoncini.

Progetti futuri?

Bella domanda!
Mi piacerebbe molto avere un gruppo di bimbi… tutto mio. Vorrei poterli crescere e formare educandoli alla montagna in toto. Quindi non solo tecnica ma anche freeride, freestyle, telemark, sicurezza e rispetto dell'ambiente montano.
Quest'ultimo è un argomento molto importante che troppo spesso viene tralasciato. È con la conoscenza infatti che si limitano i rischi in montagna. Inoltre vorrei riuscire a creare un gruppo di lavoro finalizzato ad aiutare gli aspiranti maestri al superamento della selezione maestri così che possano accedere alla formazione.

Fai dell’altro oltre l’insegnamento?

A fine stagione, a Pampeago e al Passo Monte Croce, la rivista Sciare, la "bibbia dello sci", organizza i test materiali per l'anno venturo. Da un anno faccio parte di questa squadra.
Testiamo sci e scarponi facendo delle relazioni dettagliate sulla risposta che si ottiene dall'attrezzo in pista e non. È un lavoro bellissimo, dove ci si mette in gioco.
Si testano molteplici sci e scarponi, è essenziale quindi essere ben attenti e sensibili ad ogni sensazione.
Ci si presenta alle aziende che si "affidano" a noi per sapere come reagiscono. Oltre allo sci faccio kite sia al lago che al mare, corro, cammino sui monti di casa, vado in bici e faccio sup. Tutto a casa mia, a Malcesine! È una palestra naturale, dove si può fare ciò che si vuole. Ve lo consiglio!

Grazie Amelia e buona fortuna per tutto!

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