Professione Tailer: la vela secondo Manuel Modena

Intervista

Photo: Courtesy Manuel Modena

Luna Rossa Web Site

Manuel Modena, velista gardesano e tailer di Luna Rossa, ora si trova in Sardegna, a Cagliari, per preparare la sua terza Coppa America.

Classe 1975, Manuel ha maturato la sua esperienza nella squadra olimpica italiana, classe 49er, dal 2001 al 2004. Nel 2003 diventa Campione Italiano classe 49er. Nel 2005 diventa Campione mondiale della classe Melges 24 e lo stesso anno ha vince il Campionato Italiano Match Race. Dopo la prima America’s Cup 2007, ha partecipato sempre con Luna Rossa, alle stagioni di regate con l’STP65 e il TP52, vincendo nel 2011 il circuito Extreme Sailing Series. Nel 2015 è alla sua terza Coppa America con Luna Rossa.

Facciamo quattro chiacchiere con lui, parliamo della sua professione e della Vela sul Lago di Garda.

Ciao Manuel e grazie per il tempo che ci dedichi. Raccontaci come hai iniziato.

Sono un ragazzo di Castelletto e fin da bambino mi sono appassionato alla vela; sognavo di vincere la prestigiosa Centomiglia, quella che, fino ad una quindicina di anni fa era una regata veramente ad alto livello anche se ora fa fatica a replicare lo stesso interesse di allora. Ho mosso i primi “bordi” sul porto di Castelletto dove mio papà aveva le sue attività, ed essendo anche lui un appassionato, mi ha iniziato a questo sport che allora era vissuto come puro hobby e dilettantismo.

Col passare del tempo, e nonostante varie vicissitudini personali, con la vela, da allora, non ho mai chiuso.

Come mai proprio la Centomiglia?

La Centomiglia è sempre stata nei miei sogni, anche perché mio papà non era mai riuscito nell’impresa di vincerla e, per noi velisti gardesani, è quasi una questione di onore poter salire sul gradino più alto di quel podio. Ci riuscii per ben cinque volte, nella massima categoria, nell’assoluto, e per me è stato molto importante. Proprio grazie a questa competizione, infatti, ho avuto l’occasione di farmi notare.

Classe libera. Su quale barca e con quale equipaggio?

Ita 93 con Celon, Dragon Fly e Raffica con Benamati, Raffica con Luca Valerio per 3 anni, Garda Azzurra con Tonoli, Clandesteam con Celon, Clandesteam con Tonoli e Principessa con Benamati.

Arriva la Nazionale Italiana. Ci racconti questa esperienza?

Di grande prestigio è stata anche l’opportunità di far parte della nazionale di vela per ben tre anni nella classe 49er, con mio cugino Luca Modena. Insieme abbiamo vinto un titolo italiano e, per altre due volte, siamo arrivati secondi. Ho accarezzato anch’io quel sogno che si chiama Olimpiade, un sogno che non si è mai realizzato, anche se mi sento onorato di averci provato e di aver fatto parte del team italiano fino a pochissimi giorni dai giochi del 2004.

Nel 2004 il team di Luna Rossa ti convoca. Che cosa significa?

Terminata la mia avventura con la nazionale italiana, ricevetti una chiamata da parte del team di Luna Rossa, la famosa barca a vela nata per le competizioni dell’America’s Cup.
Ero convocato per il 21 di aprile del 2004 per un periodo di prova... Son passati dieci anni e faccio ancora parte di questo prestigioso equipaggio.

Con enorme soddisfazione mi sono trovato a coronare un altro grande sogno... quello di partecipare al più antico e famoso trofeo dello sport della vela: l’America’s Cup, più di 160 anni di storia, di tradizione di epiche battaglie, sia sportive che legali!

La vita del velista professionista non è sole, mare e mondanità. Cosa comporta nel quotidiano?

Una grande soddisfazione ma anche un enorme impegno, sia fisico che mentale; resterà deluso chi pensa che la vita del velista sia bella e facile. È una vita intensa e dura, sopportabile solo se si è spinti da un reale amore per la vela. Io, ad esempio, mi alzo alle sei e mezzo ogni mattina, un’ora dopo sono in palestra e poi, ancora, in mare. È così ogni giorno, fino a sera, tra preparazione fisica, navigazione, briefing, manutenzione, la nostra giornata dura 12-14 ore. Ma, per carità, restiamo dei privilegiati perché è la nostra passione.

Su Luna Rossa fai il tailer. Ci spieghi in cosa consiste?

Il mio ruolo in estrema sintesi consiste nel regolare le vele in base all’andatura della barca, nel mantenere una velocità ottimale agendo sempre in sintonia con il timoniere. Sono fondamentali la concentrazione e la capacità, se mi si passate l’espressione, di sentire la barca sotto al sedere.

Lavoro di squadra?

Lo sport insegna molto e maturando se ne comprende sempre più l’importanza. Sempre più si capisce come l’attività sportiva, ad altissimi livelli, non è solamente una prestazione fisica ma anche il saper costruire rapporti umani positivi con i tuoi collaboratori, il sapersi mettere in discussione ogni giorno, l’aver molta pazienza e il credere fino in fondo in ciò che si fa.

Si impara il rispetto per gli avversari, per i colleghi e il rispetto per le regole; perché, è vero, si possono prendere delle scorciatoie nella vita ma questo sicuramente toglie il gusto di sapere che nessuno può permettersi di dubitare del tuo risultato. Questi sono i valori che spingono le persone oneste a perseverare nei loro obbiettivi.

Si tratta di sport puro per cui bisogna essere aperti agli altri e mettere il tuo talento a disposizione di un grande gruppo, non essere individualisti, ma condividere il più possibile e dare tutto per gli altri e con gli altri.

Grazie al tuo lavoro hai viaggiato molto e stai spesso lontano da casa.

In questi anni, grazie a questo sport, ho navigato in un tantissimi di posti: Hawaii, Nuova Zelanda, Australia, Cina, Giappone, Turchia, Muscat, Miami, Singapore, New Port, Boston, San Diego, San Francisco, Norvegia, Francia, Spagna, Inghilterra, e tanti altri che, sinceramente, faccio fatica a ricordare... Ora siamo qui in Sardegna, a Cagliari, per preparare questa mia terza Coppa America.

Ci anticipi qualche novità sulla Coppa America 2015?

Ci prepariamo con i “nuovi mostri”, imbarcazioni che volano sul mare a quasi 50 nodi! Si tratta di catamarani davvero molto, molto veloci, ma è anche vero che l’equipaggio è ben protetto e che certamente, dopo le polemiche del passato, si faranno ulteriori passi in avanti sulla sicurezza.

Parliamo un po' del nostro Lago di Garda. Spieghi a chi ci legge come mai il Garda è così famoso nel mondo della Vela?

Beh, è semplice. Ci sono condizioni di vento di vario genere, diciamo a 360 gradi. Ci sono venti da deboli a molto forti anche in 24 ore. In prevalenza il lago è una palestra “top level” per le classi olimpiche, non a caso è frequentato da super campioni. In più ci sono anche Circoli e Club ben organizzati e ben strutturati. Per non dimenticare le molte strutture ricettive di vario genere e di ottima qualità ed altre facilitazioni per molti altri sport… Insomma il top of the top!

Professionalmente cosa ti ha dato il Lago di Garda?

Molto!!! In particolare modo la tecnica di navigare con vento forte, dote che mi è servita molto in giro per il modo. In più ho sempre amato le barche veloci, plananti… Adesso volo! Ma la sensazione è quasi la stessa. Il lago da questo punto di vista ha sempre forgiato velisti da vento forte.

Ti manca il Lago di Garda?

Certamente! Ma lo porto sempre con me. È anni che non regato sul lago e ho molta voglia di tornare un domani e regatare nuovamente a casa mia!

Progetti futuri?

Finire e cercare di vincere questa coppa! Sono quasi 12 anni che la inseguo, sempre con lo stesso team, Luna Rossa! Questo e il mio obiettivo e la mia vita fino al 2017, poi si vedrà, ma sto già progettando un attività post competizioni basata sul turismo ricettivo, appartamenti, diciamo.

Grazie Manuel, in bocca al lupo per tutto.

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