Matteo Andreis al suo settimo Ironman in Texas

Matteo è appena tornato dal suo settimo Ironman in Texas e come al solito facciamo una chiacchiera con lui che ci racconta come è andata.

Questi i suoi tempi.
- Swim (3,8 km): 01:01:14
- Bike (180 km): 05:13:19
- Run (42,2 km): 04:36:18
- Tempo totale: 10:58:46
49° di categoria e 261° in classifica generale.

Ciao Matteo, raccontaci come è andato il tuo settimo Ironman in Texas.

Purtroppo non come volevo.
Un buon nuoto considerando l'acqua non salata che fa galleggiare di più e la muta vietata, sono uscito in un 1 ora e 1 minuto. 
Poi gran bici con record personale in 5 ore e 13 minuti.
Mi son gestito bene, senza strafare anche grazie al Powermeter che l'amico Stefano “Scanna" mi ha consigliato.
E poi arriva il calvario della corsa, o meglio, della passeggiata di 42km dove in seguito a una forte insolazione son stato male. Ho avuto forte mal di testa e vertigini tanto che più di una volta mi son dovuto appoggiare per non cadere... cosa che poi è accaduta una volta varcato il traguardo, il mio corpo ha "ceduto" e son svenuto.

Però onestamente ti dico che se fino a tre o quattro giorni fa ero triste e arrabbiato, ora sto maturando l’idea di aver spostato l’asticella del dolore ancora più in alto e questo può tornarmi utile quando arriverà il solito momento di crisi che una Gara come l’Ironman prima o poi ti presenta.

Come ti sei preparato per questa gara?

Molto bene, anzi forse troppo!
A parte gli scherzi, quest’inverno sono migliorato in tutte e tre le discipline.
Nel nuoto, grazie ai “master tri” degli Amici Nuoto Riva ho visto i risultati dell’allenamento in compagnia, che oltre ad annoiare di meno, porta a dei miglioramenti. Ho anche partecipato a una gara di nuoto che mi ha dato grandi emozioni oltre che un buon risultato.
Per la bici e la corsa invece ho fatto i soliti allenamenti, qualcuno in compagnia e altri in solitaria. Grazie anche al fondo che si è formato in questi anni la sensazione, confermata poi dai test, era di essere ad un livello maggiore rispetto all’anno scorso.
Anche la dieta, che è il mio punto debole, è andata bene. L’alimentazione è stata gestita in modo ottimale, arrivando a ridosso della gara in una forma strepitosa e al peso gara prestabilito.

A distanza di una settimana hai capito che cosa è successo? Come stai?

Oltre al “misterioso” crampo che mi è venuto al polpaccio, penso che la causa principale sia stata la forte insolazione che ho preso.
Ho iniziato a correre la maratona dopo 6 ore e un quarto circa, il che vuol dire che potevo stare comodamente sotto le 10 ore ma già dai primi chilometri avevo mal di testa fino ad arrivare a forti vertigini. In un paio di occasioni ho dovuto appoggiarmi alla staccionata per non cadere a terra!
Mentalmente ora sto meglio, la delusione forte è quella di non aver fatto “vedere” quanto valgo, ma come ho detto prima cerco di pensare positivo e di sperare che questa esperienza mi possa essere utile in futuro.
Fisicamente invece non stò ancora bene, ho raschiato parecchio in fondo al barile, come si suol dire, e fino a qualche giorno fa, durante il giorno avevo ancora un pò di mal di testa. Il polpaccio invece non mi fa più così tanto male però è ancora indurito. Lo si nota quando devo far le scale… mia nonna è più veloce!

Vorrei spostare la nostra conversazione sull'equilibrio fra testa e corpo. In una disciplina come la tua quanta importanza hanno l'una e l’altro?

Per quanto riguarda l'equilibrio tra testa e corpo in tutti gli sport, soprattutto di endurance, la testa è molto importante. Durante la preparazione ti aiuta ad essere focalizzato sull’obiettivo, a non cedere alle varie tentazioni che possono rallentare o peggio rendere vane ore e ore di duri allenamenti. Durante la Gara, in un Ironman, il fisico di porta fino al trentesimo chilometro della maratona, poi vai avanti solo col cuore e con tanta testa!
Infatti per me è molto importante avere anche un mental coach.

Ci spieghi cosa fa esattamente un mental coach?

Ti aiuta! Io sono fortunato ad aver incontrato Vittorio Cantoni che oltre a “strapazzarmi” i muscoli, mi aiuta mentalmente negli aspetti in cui sono più carente e questo mi serve per raggiungere un determinato risultato. Tutti abbiamo qualcosa che ci limita e se viene “sbloccato” si acquisiscono enormi potenzialità.

Che cosa ti insegna questo sport?

Questo è lo sport più bello del mondo!
Ti insegna che se dai veramente tutto te stesso, la soddisfazione quando passi quella “Finish Line” è proporzionale alla fatica che ci hai messo per raggiungerla.

Ti senti cambiato dal tuo primo Ironman?

Si, molto.
Una delle cose che più mi sbalordisce è il conoscere perfettamente il mio corpo. Una sensazione fantastica che nel primo Ironman ancora non avevo, mentre ora sì.
Questo però ha dei pro e dei contro. Il pro è che sai quanto puoi spingerti in la, e se non hai oltrepassato troppo i tuoi limiti fai un garone. Il contro è che se li hai passati troppo, fai un bel botto!!!
Poi c’è l’aspetto più “social”. 5 anni fa sono andato in Sud Africa per il primo Ironman e non lo sapeva quasi nessuno, ora ho degli sponsor che credono in me e di conseguenza anche la notorietà è aumentata.

Li ringrazio tutti elencandoli qua sotto.
Come dicevo prima ho Vittorio Cantoni (mental coach), Agsm, Tonelli Hotels, il Consorzio Olivicoltori Malcesine, Moskino, Pelletterie Millenium, 360gardalife, Oxeego e Gardapool con i loro fantastici materiali, Villa Andreis e infine Damolgraft Group, una tipografia e casa editrice che crede molto in me anche per un progetto molto bello che svilupperemo a breve.
Non posso scordare mia sorella col suo Happening Lab sempre pronta a darmi idee o a farmi loghi e disegni per l’aspetto più social.

Quindi per adesso un pò di stop, immagino, quest'autunno poi si ricomincia?

Sì, ora devo assolutamente staccare la spina…
Ho fatto veramente tanto negli ultimi due anni, prima il Sud Africa per cercare la Slot, poi il Campionato del Mondo a Kona e poi ancora per quest’ultimo Ironman in Texas, con in mezzo la stagione lavorativa e l’operazione al pollice.
Ora mi allenerò solo per mantenermi attivo, penso di fare un pò di SUP, così ogni tanto mi butto in acqua e faccio due bracciate.
Poi se ne avrò voglia farò la traversata a nuoto Torri-Maderno.
E ad Ottobre ricomincio ad allenarmi seriamente per il prossimo Ironman.

A questo link il racconto completo della gara in Texas.

Grazie a te Matteo

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