Vela

Il Lago di Garda, palestra di Campioni

Mauro Testa: dalle prime regate da bambino, alle Olimpiadi ad allenatore federale

  • Malcesine
  • 15.06.2012
  • Interviste

Ciao Mauro, quando hai iniziato ad andare in barca a vela?

Avevo circa cinque anni quando mio padre mi portava in barca su una “deriva U”, una barca di legno di sei metri che usava per fare le regate. Devo ammettere che non mi piaceva, non ci volevo andare e mi faceva paura. Poi con il trascorrere degli anni ho iniziato ad apprezzare questo sport tanto che da terra, davanti alla Fraglia della Vela Malcesine, guardavo affascinato le barche veleggiare. Pur di guadagnarmi un’uscita con con i dinghisti di fama dell’epoca, mi alzavo la mattina all’alba e andavo a pulire le barche.

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Nel 1972 hai partecipato alle Olimpiadi di Kiel con Flavio Scala, come vi siete conosciuti e com’è iniziata la vostra avventura?

Dal Dinghy sono passato alla Star. Uscivo con lo storico “Mizar Star” che la Fraglia Vela Malcesine noleggiava ai soci. Il mio maestro era Gianruben Romani, un famoso costruttore di Star. È con lui che a 17 anni ho vinto la mia prima regata tagliando il traguardo davanti ai fratelli Scala e subito dopo ho iniziato a fare coppia fissa con Flavio che aveva una vecchia Star. Migliore piazzamento? Penultimi, all’Intervela di Riva del Garda. Flavio era un grandissimo atleta, aveva una sensibilità al timone da far invidia e quando si è comprato una Star americana sono arrivati i primi successi. Dopo qualche anno eravamo già ai vertici delle classifiche europee e mondiali e nel 1972 abbiamo partecipato alle Olimpiadi di Monaco, a Kiel. Ci siamo classificati quinti assoluti.

La flotta Star italiana di quegli anni era la flotta da battere. C’erano Gorla e Peraboni, Fravezzi e Dal Vit, io e Scala.

Assieme siamo stati più volte campioni italiani, tre volte secondi ai campionati europei. Ai campionati del mondo di Rio de Janeiro dell’80 dopo due primi posti, a causa di un sacco di juta attaccatosi alla chiglia, ci siamo classificati al 18° posto, prova che ci ha fatto chiudere al quarto posto nella classifica finale.

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E dopo Rio?

Mi sono separato da Flavio, volevo fare il timoniere in coppia con mio cugino Gianni Testa, attuale presidente della Fraglia Vela Malcesine. Il miglior piazzamento un secondo posto ai campionati sudamericani di Buenos Aires, varie vittorie qua sul Garda in battaglie all’ultimo bordo con l’allora Campione del Mondo, Europeo e Italiano Roberto Benamati, mio allievo, anche lui di Malcesine. Dopo vari anni di attività agonistica, sia per motivi di salute che di lavoro, ho deciso di smettere.

Quando hai iniziato ad allenare?

Nel 2005, la Federazione Italiana Vela mi ha offerto la possibilità di diventare tecnico federale per la classe Star in vista del quadriennio olimpico di preparazione a Pechino. Ho incontrato tanti vecchi amici e avversari, chi ancora in veste di concorrente, chi come allenatore. Certo i tempi sono molto cambiati e posso dire di aver vissuto l’età eroica della vela e della Star. In quegli anni gli allenamenti erano molto meno frequenti e la tecnologia era lontana dal mondo della vela.

Chi hai allenato?

Fra i tanti ho allenato Diego Negri e Luigi Viale per Pechino, secondi al campionato del mondo di Miami del 2008, terzi agli europei. Ho allenato Benamati e Modena, campioni del Garda di fama mondiale.

Cosa mi dici di Malcesine e del Lago di Garda?

Sono usciti un sacco di campioni da qua! I fratelli Scala, Benamati, Marchesini, Fravezzi, i fratelli Celon, Luca Modena, Beppe Devoti… è qua sul lago che ho allenato Negri e Viale per le Olimpiadi di Pechino del 2008.

Non è per caso che tutti i campioni vengono ad allenarsi qua da noi. Ci sono venti fantastici, potenti ma vari. Il forte Pèler la mattina che soffia da nord e l’Ora, il pomeriggio, che soffia da sud.

Malcesine è un campo velico unico al mondo in una cornice meravigliosa fatta di panorami stupendi. Vivere e veleggiare a Malcesine è un’emozione quotidiana e sono fortunato ad essere nato qua!

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