Kitesurf

La storia di Uli: da Malcesine a Capo Verde per il downwind di beneficenza

Kite 4 Change: una fantastica avventura in kitesurf nelle isole di Sal e Boavista

  • 10.10.2017
  • Interviste
Angela Trawoeger
Testo

Angela Trawoeger

Ideatrice, fotografa e content manager

Photo: ©Angela Trawoeger, Jorge Valente, Claudio Cabral

Uli, classe 1988, è arrivato a Malcesine nel 2013 dopo aver gestito una scuola di vela e windsurf in Sardegna. Oltre al suo lavoro come istruttore di vela, windsurf e kitesurf dagli amici della Wwwind Square Malcesine, si occupa dell’organizzazione della scuola e gestisce la presenza online.

Tempo permettendo Uli scappa sempre in acqua e ultimamente si allena sul foil sia col windsurf che con il kite, oppure sul Moth.

Ho praticato sport acquatici quasi ovunque nel mondo e il Lago di Garda è il paradiso degli sport outdoor.
Ogni mattina mi aspettano nuovi colori, venti perfetti e molti ospiti con cui condividere il vento e la natura. Io amo il Lago di Garda.

Quest’estate durante uno shooting mi ha raccontato del suo bellissimo progetto che merita di essere raccontato.
Si tratta di un downwind in kitesurf di 75km effettivi (50 lineari) da Sal a Boa Vista nell’arcipelago di Cabo Verde. La partenza è programmata tra l’1 e l’8 febbraio; si parte tutti insieme, con delle barche d’assistenza e gli ultimi 10km ha inizio la gara.

Insomma, l’idea è di fare una vacanza a Boavista, tutti assieme, con i local e lontani dai luoghi più turistici aspettando la giornata giusta per il downwind.

Il costo del downwind è di 330 euro e il ricavato viene devoluto in beneficenza all’associazione “Un click per un sorriso” che si occupa di un asilo gratuito sull’isola.

Uli sta cercando di raccogliere 12000€ per coprire i costi dell’asilo per un anno intero. Ma parliamone direttamente con lui.

Ciao Uli, raccontaci chi sei. Come mai hai scelto il Lago di Garda e come ti trovi a Malcesine?

Ciao Angela, prima di tutto devo ringraziarti del tuo interesse per la mia iniziativa. Sono molto felice di questa intervista.

Ho visto parecchi pezzi di mondo come istruttore di vela, windsurf e kitesurf e dopo aver gestito una piccola scuola in Sardegna sono venuto in contatto con Hermann della Wwwind Square Malcesine.

A dirla tutta all’inizio non mi entusiasmava molto l’idea di lavorare al lago. Sono cresciuto sul Mar Baltico, ho sempre lavorato e vissuto al mare e anche i miei amici me lo sconsigliavano. Però ho passato parecchio tempo su Youtube e sui social per farmi un’idea sulle condizioni del Garda. Alla fine ho agito d’istinto e son contento di averlo fatto. Grazie Youtube per avermi fatto scoprire questo paradiso.

Già dalla mia prima sessione in acqua il lago di Garda mi ha subito impressionato, come rapito. A Malcesine c’è un’ottima atmosfera ed è bello viverci. Sono contento che la vita mi ha fatto questo regalo, credo che ci starò ancora a lungo.

Parlaci di Boavista, come si sta?

Boavista è esattamente l’opposto di Malcesine, in senso buono.
A Boavista ho la possibilità di ricalibrarmi.
Tutti noi di Malcesine sappiamo bene che le stagioni estive sul Lago di Garda sono intense, passiamo le giornate al lavoro al servizio dei nostri ospiti e c’è poco tempo per noi stessi.

A Boavista la vita è lenta, molto lenta. Il motto è “no stress”. Direi che è pura vita. Da subito ho avuto un buon feeling con i locals e adesso sono vere amicizie. Io ho bisogno di onde e di acqua salata e lì ce n’è abbastanza. Ci sono degli spot wave da paura, acqua piatta e vento quasi tutti i giorni.

La mia giornata tipo inizia con un giro in sup sulle onde davanti a Sal Rei. Quando verso le 11 sale il vento esco in kite a Liowa davanti al porto e la sera, una session in windsurf ci sta sempre! Giro spesso con i locals su una 4×4 a caccia di spiagge deserte con delle onde da urlo. Ecco! Questo è esattamente quello che faccio a Boavista. Poco turismo, popolazione amichevole e onde, onde, onde!

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Come ti è venuta l’idea di organizzare il downwind?

Mi ha ispirato Mitu Monteiro con la sua attraversata di Capo Verde e nel 2015 ho voluto farlo anch’io, da solo, da Sal a Boavista.

Sono andato a Sal, a Ponta Preta, ho fatto tre ore di kite ma ho ero lento e, a differenza Matchu e Mitu, ho preso poche onde.
Ma non mi importava, quella sensazione era già abbastanza.
Pieno di energia e volontà, la sera stessa ho cercato una barca d’appoggio che mi accompagnasse a Boavista durante il downwind. Mi sarebbe costata sui 1000€ e non avevo quel budget. Così l’anno dopo, tornato a Boavista, ho cercato qualcuno pronto a fare il downwind con me per condividere i costi. Ho aperto rapidamente un sito web e ho investito qualcosa nella pubblicità online.
La richiesta è stata enorme, quindi ho deciso di registrare un totale di 14 persone e dare i profitti a un asilo locale.

È così che nel 2017 è nato il “Kite Downwind Capo Verde”.
Il risultato mi ha talmente sopraffatto che ho voluto ripetere l’evento! Per il 2018 ci sono 25 posti e le iscrizioni sono aperte. Sarà con noi di Mitu Monteiro. È un onore averlo con noi!

Come è andata la prima edizione del 2017?

Non parlo portoghese e per me è stato complicato capire cosa servisse per avere le autorizzazioni e registrare l’evento.
Negli uffici pensavano che fossi matto ma i locals mi hanno aiutato e sistemata la burocrazia è andato tutto bene.

Il giorno del downwind le condizioni erano perfette: vento a 18 nodi con onde di 3 metri. Sia alla partenza che all’arrivo ho avuto gli occhi pieni di lacrime dall’emozione. Attraversare l’oceano e collegare le due isole è un’esperienza molto speciale. Una vera avventura.

Nel dettaglio, come è organizzato il downwind?

Quest’anno c’è una settimana di attesa dal 1 all’8 febbraio 2018 così da scegliere il giorno migliore per fare la traversata.
In base alle previsioni, il 1 febbraio viene scelto il giorno definitivo che a Boavista, grazie ai venti alisei, è abbastanza affidabile.

La distanza effettiva è di circa 75km e si attraversa in circa 4 ore. Per partecipare bisogna iscriversi dal sito dove seleziono i 25 riders più adatti a questa esperienza.

Il giorno prima con un volo di 10 minuti si va da Boavista a Sal e la sera c’è il safety briefing. La mattina alle 07:30 ci si trova alla Scuola di Mitu&Djo e dopo aver caricato i bagagli sulle barche d’appoggio, si parte a poppa piena verso Boavista alla velocità delle barche di appoggio.

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Appena intravediamo Boavista le barche si fermano per creare una linea di partenza che dà il via alla gara. La regata finisce sulla spiaggia di Boavista dove ci aspettano Marco Stevanato e sua moglie Leila (di Brescia) al Morabeza Beach Lounge (il bar #1 di Boavista) con tanta energia, bibite e del buon cibo.
Seguono le premiazioni e una grande festa in spiaggia sotto le stelle per tutta la notte.

Kite Downwind è un’avventura, è incontrare persone con la stessa mentalità, condividere una passione e fare del bene per gli altri. Credo che un piccolo gruppo di partecipanti sia la chiave per vivere un’esperienza più ricca, legata alla natura, al paese e alla gente. È per questo che ho deciso di limitare il numero di partecipanti a 25. Questa avventura non è un evento sportivo standard. Vogliamo proteggere l’oceano e sposare uno stile di vita sostenibile.

Quale livello bisogna avere per poter partecipare?

Attraversiamo l’Oceano Atlantico con vento forte, onde alte e lunghe. È un evento per riders consapevoli, esperti e con tanta esperienza.

Come mai hai scelto l’associazione “Un click per un sorriso”?

Boavista è il mio tempo libero. È il weekend che a Malcesine non ho. È vita pura fuori dalle logiche di commercio in cui viviamo. Non mi interessa guadagnare. Anche per questo il Downwind è un evento di beneficenza.

L’associazione è di Sonia Stacchezini di Mantova che ha lasciato l’Italia per fare del bene agli altri. La sua scuola si trova nel centro di Sal Rei, la capitale dell’isola e può ospitare fino a 80 bambini dall’età di 9 mesi fino a 6 anni. I bambini ricevono la prima colazione, il pranzo e uno spuntino pomeridiano, si lavano i denti, riposano, giocano e partecipano alle attività creative ed educative fino alle 17.00.

La maggior parte dei bambini provengono dalle cosiddette “barracas” dietro Sal Re, delle baracche in aree senza elettricità e acqua corrente. I genitori lavorano soprattutto nel turismo e hanno un salario di 2/300 al mese. L’asilo nido è gratuito e i loro figli crescono in un ambiente sicuro mentre sono al lavoro.

Il nostro obiettivo è di raccogliere almeno 12.000€ durante l’evento per coprire i costi annuali dell’asilo di Sonia.

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Come faccio a iscrivermi?

Basta registrasi on line direttamente sul sito. In un secondo momento valutiamo con cura tutte le candidature per selezionare i migliori 25.

Per chi non potesse partecipare, può sostenerti in qualche altro modo?

Certo! Ho creato una raccolta fondi dove si può sostenere l’iniziativa con una donazione via PayPal o carta di credito.

Per favore, contattatemi anche se avete in programma una vacanza a Boavista. Abbiamo sempre bisogno di portare piccoli oggetti per i bambini come spazzolini, penne, zaini a materiale per la scuola.

Grazie Uli e complimenti per la tua iniziativa

Grazie a te per questo spazio. Vi aspetto a Boavista.

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