Un corso base di windsurf a Malcesine sul Lago di Garda

Articolo Malcesine Testati per voi corso

Foto:
Angela Trawoeger
con l'aiuto di Saul Saggin

La nuova rubrica: i corsi e le escursioni provate per voi dal team del 360gardalife
di Angela Trawoeger

Angela, Matteo ed Elisa: tre montanari a scuola di windsurf

È da più di dieci anni ormai che fotografo atleti windsurfisti al Lago di Garda o i corsi di windsurf e ho amici sfegatati che possono parlare per ore ed ore di tavole, vele e manovre e a forza di stare con loro ho iniziato a masticare la terminologia, a riconoscere qualche manovra e a capire i venti del Lago di Garda. A vederli planare, vien ben voglia di provare ma io sono una montanara, l’acqua non è il mio elemento e l’idea di trovarmi da sola su una tavola da windsurf con il vento forte mi ha sempre agitato.

È successo così: Matteo, compagno di sciate e biker freeride montanaro come me, incuriosito dal SUP è venuto a provarlo e gli è piaciuto stare in piedi su una tavola in mezzo al lago. Ma Matteo è uno da adrenalina e l’idea di un corso di windsurf era quindi nell’aria. Poco dopo ne abbiamo riparlato e si è aggiunta Elisa, arrampicatrice e montanara più di noi.

E niente, tre montanari si sono iscritti a un corso base di windsurf.

Giorno uno: le basi

Il ritrovo è alle 10:00, alla Wwwind Square Malcesine. C’è caldo, ma è nuvoloso e il sole non sembra aver voglia di farsi vedere. Il Pelèr, il vento da nord tipico delle mattine estive era abbastanza teso per me, che a breve sarei salita per la prima volta su una tavola da windsurf. Speravo calasse presto per lasciare il posto all’Ora, il vento da sud, tipicamente meno forte. Io, lo ammetto, ero abbastanza agitata. Ad aspettarci c’è Francesco, il nostro istruttore, che ci inizia a questo nuovo mondo.

Si parte con la teoria. Con lavagna e pennarello alla mano, Francesco ci spiega com’è fatto un windsurf, quali sono le andature e come remare sdraiati sulla tavola per tornare al punto di partenza in caso di bisogno.

Le andature sono quattro. Si naviga di bolina quando si vuole risalire il vento, di poppa quando si naviga con la stessa direzione del vento. Di traverso si naviga perpendicolari al vento mentre di lasco ci si allontana trasversalmente dal vento.

corso base di windsurf teoria

Poco dopo passiamo al simulatore che si trova su un pennello erboso esposto al vento. Lì Francesco ci spiega come alzare la vela dall’acqua e partire:

  • Posizione a T: si posiziona la tavola perpendicolare al vento con il rig (vela con albero e boma) sottovento (viene colpito dopo dal vento rispetto ad altri) e i piedi a cavallo del piede dell’albero.

  • 1: posizione base: si afferra la cima di recupero per sollevare la vela. La mano anteriore regge l’albero, con il braccio disteso.

  • 2: preparazione alla partenza: il piede posteriore si sposta dietro alla deriva, quello anteriore arretra leggermente e si ruota il bacino spostando il peso sul piede posteriore.

  • 3: posizione d’andatura: la mano posteriore afferra il boma e lo tira finché la vela non sarà gonfia. Non appena la tavola ha accelerato, la mano anteriore si sposta dall’albero al boma.

A vedere Francesco par facilissimo. Ora tocca a noi. Provare al simulatore è stato molto utile e mi ha tranquillizzata: aiuta a memorizzare i movimenti e sentire come si comporta la vela con il vento.

corso base di windsurf al simulatore

È ora di cambiarsi: indossiamo la muta, i calzari e il salvagente. Portiamo vela (o rig), tavola, deriva e piede dell’albero in spiaggia, nella piccola baia a sud riparata dal vento e si esce.

A differenza dal simulatore, appena saliti in piedi sulla tavola abbiamo fatto i conti con il moto dell’acqua e testato l’equilibrio. Prendere confidenza con la tavola all’interno della baia ci ha fatto sentire al sicuro. All’inizio sono bastate delle ondine e qualche piccolo strattone del vento sulla vela per farci perdere l’equilibrio e cadere in acqua, ma fa piuttosto caldo e un tuffo è pure piacevole.

Chi prima, chi dopo, siamo partiti: posizione T, 1, 2, 3, via a risalire il vento di bolina. Circa.

Piove, ma non importa: acqua sotto e acqua sopra cambia poco. A noi, per imparare, ci serviva il vento e qualche goccia di pioggia sapeva solo un po’ più d’avventura. E che soddisfazione riuscire a stare in equilibrio muovendosi sull’acqua grazie al vento.

corso base di windsurf lago di garda le basi

La virata, la manovra di cambio direzione che ci sarebbe servita all’inizio per rientrare in baia, l’avremo imparata il giorno dopo.

È l’una, la prima lezione è finita. Ci vediamo domani: solito posto, solita ora.

Giorno due: impariamo le precedenze e la virata

Siamo gasati, c’è il sole, l’aria è tersa e il vento più forte del giorno prima. Osservo il lago e, mamma mia, ci sono dei colori stupendi.

Facciamo ancora un po’ di teoria e Francesco ci spiega le precedenze: se io esco e qualcuno rientra, se incrocio qualcuno sulla mia rotta? Chi deve fare cosa?

corso base di windsurf teoria precedenze

Hai la precedenza se:

  • Navighi con le mura a dritta (hai la mano destra davanti)

  • Navigate con le stesse mura e sei sottovento (vieni colpito dopo dal vento rispetto all'altro)

  • Vuoi superare e sei più veloce; purché non intralci e se mantieni una distanza di sicurezza pari a circa due alberi

Ci spostiamo al simulatore e impariamo come si avvicina la prua alla direzione del vento (orzare), come la si allontana (poggiare) e quindi come si vira. La virata consiste nella rotazione della tavola passando con la prua attraverso il vento.

corso base di windsurf lago di garda la virata

Virare non è facilissimo, ci vuole un po’ di equilibrio per girare intorno al piede dell’albero passando dalla prua e mettersi dall’altra parte della tavola.

Francesco ci segue dalla baia e al bisogno esce in windsurf e si mette vicino a noi per correggere le posizioni. Magari basta un piccolo spostamento della mano sul boma o un leggero cambio di peso che tutto funziona meglio.

Io ed Elisa siamo vicine, io esco dalla baia e lei rientra. Allora.
Chi è a mura a dritta?
Chi ha quale braccio dove?
Chi ha la precedenza?
“Secondo me ce l’ho io, no ce l’hai tu.”
E per fortuna che Francesco ci ha spiegato come funziona.
“Bo. Aspetta. Orza. No, poggia. Si fai tu. No, faccio io."
Aiuto.

corso base di windsurf scontro le precedenze

A fine mattinata siamo usciti e rientrati da soli dalla baia e anche il secondo giorno ce ne torniamo a casa con il sorriso stampato in faccia.

Giorno tre: si fa pratica

Niente teoria oggi e niente simulatore. C’è un bel vento, ottimo per far pratica, dice Francesco, che esce in gommone pronto a recuperarci in caso di scarroccio, assai probabile visto il vento più forte e la corrente.

corso base di windsurf a lago di garda recupero in gommone

Scarrocciare è inevitabile all’inizio, ci spiega Francesco. Praticamente succede che se continui a cadere, non orzi abbastanza in andatura o fai male la virata vieni trascinato dalla corrente e finisci sottovento rispetto alla baia.

È stato stancante uscire con il vento più forte e, anche se siamo caduti spesso, ci siamo sentiti dei campioni. Verso le undici il Pelèr ha iniziato a calare e ha lasciato spazio all’Ora, il vento che arriva da sud.
Con il vento nuovo però si deve fare tutto il contrario.
Se con il vento da nord della mattina esci con le mura a dritta e vedi le onde arrivare, con il vento da sud esci con le mura a sinistra e non le vedi, quelle onde malefiche, perché arrivano da dietro e cadere è più facile. Vedere le onde che arrivano, vi assicuro, da una gran mano all’equilibrio.

corso base di windsurf: bolina

E così passiamo l’ultima ora provando a bolinare e virare con il vento da sud. È una bella fortuna avere il vento che arriva da due direzioni: ti costringe a ragionare su quello che devi fare.

Giorno quattro: la strambata e le andature

Pratica, pratica, pratica. Francesco ci fa uscire subito per prendere tutto il vento che c’è. E durante il cambio del vento da nord a sud ci avrebbe spiegato la strambata, il contrario della virata.

corso base di windsurf gruppo lago di garda

Questa mattina Francesco è uscito in windsurf con noi. È bello averlo vicino mentre ti corregge, ti fa sentire al sicuro, soprattutto mentre provi cose nuove. O meglio, mentre decidi di provare cose nuove direttamente in acqua senza passare dal simulatore.

Io sono sopravento rispetto alla baia: per tornare indietro dovrei strambare? Mi vengono in mente le nozioni dei corsi vela estivi da bambina e decido di provare. Se la strambata è il contrario della virata, dovrò passare la poppa attraverso il vento invece che la prua, così mi giro e con il vento che mi spinge da dietro ritorno verso la baia. Quindi: se per virare devo orzare, per strambare dovrò poggiare e conclusa la manovra, se funziona come in barca, la vela dovrà essere aperta e messa a novanta gradi rispetto alla tavola.

Ovviamente combino un pastrocchio ma Elisa e Matteo sono vicini, Francesco mi vede, mi corregge e ci fa vedere la strambata. Iniziamo a provarla ma cala il vento e rientriamo a terra per provarla al simulatore. Subito dopo ci spiega le andature di lasco, traverso e poppa. È meraviglioso! Se conosci tutte le andature, puoi andare dove vuoi.

Arriva l’Ora e si torna in acqua ancora un po’ per provare a strambare.

Viviamo in uno dei posti più famosi al mondo per il vento. Come si fa a vivere sul Lago di Garda e non aver mai provato a fare windsurf? All’inizio ero sempre in acqua e ho fatto fatica. Ma più cadevo e più mi arrabbiavo e più mi arrabbiavo e più mi intestardivo e alla fine ce l’ho fatta e mi piace talmente tanto che non mollo finché non plano. Dicono che sia il punto di non ritorno. Matteo

Matteo al corso base di windsurf a malcesine

Non pensavo neanche di riuscire a stare in piedi invece in soli cinque giorni siamo diventati tutti autonomi. È molto bello sentire che ti muovi sull’acqua spinto dal vento. Faccio ancora confusione con i termini e fatico a ricordarli ma voglio andare avanti e usarli diventerà presto normale. Dopo il corso ci siamo fermati in spiaggia per un tuffo o al ristorante della scuola per un pranzo o una birretta in compagnia. Anche se siamo dei local, ci siamo sentiti in vacanza. Elisa

elisa al corso base di windsurf a malcesine

Sono venuto per la prima volta al Lago di Garda nel 2010 per far l’esame VDWS di istruttore di windsurf e finalmente ci sono tornato per insegnare windsurf e vela. Ho lavorato sia in Calabria, da dove vengo, che in Sardegna e il Garda è una meraviglia. Lo dico sia da windsurfista che da istruttore. Il vento qua è una garanzia. Che bello poter uscire in windsurf la mattina presto con il vento forte prima di iniziare a lavorare e trovarne ancora, la mattina da nord e il pomeriggio da sud, per fare le lezioni. È appagante vedere gli alunni che imparano bene riparati dentro alla baia e poter scegliere sia la direzione che l’intensità del vento li aiuta a migliorare in fretta. Francesco

Giorno cinque: quello extra

Avremmo potuto fare l’esame VDWS di fine corso per noleggiare l’attrezzatura ed arrangiarci ma decidiamo di aggiungere un giorno di corso per impratichirci con la virata, la strambata e tutte le andature.

Ci siamo trovati a giocare con la vela per cercare di capire come reagisce: se sono qua e voglio arrivare là con questo vento, cosa devo fare? Ei, che bello, funziona!

E poi accade che ti trovi rilassato, lontano dalla confusione, che ti muovi sull’acqua spinto dal vento. È una cosa che profuma di libertà.

Dicono i miei amici windsurfisti che quando inizi a planare è come volare. E poi è finita, sembra che diventi una droga e non puoi più farne a meno. Non fatico a crederci.

Angela

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